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04/01/08: pubblicato un mio

articolo sul sito

 di "Scienza e Conoscenza"

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Penso dunque sono. Ricco. PDF Stampa E-mail

 

La coscienza di prosperità va certamente recuperata però prima va compresa. E va compreso il perché ci è stata tolta. Anche questa volta è colpa del “cristianesimo”.
Come al solito ci hanno raccontato una marea di balle. E come al solito siamo cresciuti con esse, e, ancora peggio, siamo tutti cresciuti con esse, il che le avvalla ancor di più a livello inconscio, inibendo ogni possibile pensiero alternativo che esca dal coro.

Cerchiamo di riflettere tramite alcune considerazioni. Dio in sanscrito è Iswar, che letteralmente significa proprio “il più ricco”, cioè colui che ha tutto, che è tutto. E infatti chi l’ha detto che l’essere non coincide con l’avere? Ha ragione Catherine Ponder: “nothing succeds more than success”… Tutto prospera in natura, tutto si evolve, tutto tende ad essere sempre più… Solo quando un albero cresce, quando cioè ha più rami, ha più foglie, ha più tronco, è un vero albero.
Iswar sta a significare proprio questo. Un Dio povero per altro non potrebbe proprio esistere, sarebbe una contraddizione troppo grossa. E allora se Dio non è povero perché mai dovrebbero esserlo le sue creature? “I poveri sono amati da Dio e i ricchi no” è un martellamento psicologico con cui la cultura cattolica ci ha bombardato e lo ha fatto così tanto e così bene, che anche chi non è cattolico, ha assimilato a livello inconscio questa colossale scempiaggine. Anche se crede di no…

A qualcuno infatti, qualcuno non cattolico per esempio, darà perfino fastidio leggere queste righe riguardo all’abbondanza, sono sicurissimo che qualcuno storcerà la bocca dicendo: “e perché adesso dovrebbe parlare di soldi?” E perché no?! I soldi non sono negativi a priori come ci vuole far credere la chiesa, ma un’energia neutra a nostra disposizione. E’ semmai l’uso che se ne fa ad essere negativo o meno ma mai i soldi in sé.
La chiesa cattolica romana è sempre stata ricchissima e tutt’ora lo è, però ha sempre detto ai suoi fedeli che i ricchi non andranno mai in paradiso. Ok va bene, d’accordo! Questo mi sta bene! Io infatti nel paradiso dei cattolici non ci voglio andare neanche morto!

Lucio Giuliodori

 
© 2008 Lucio Giuliodori
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