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Che successe quando l’uomo mangiò la mela? Che si impossessò della conoscenza del bene e del male. Oddio… Che peccato… Che fare dunque? E’ nato un rivale, Dio ora ha un rivale! L’uomo è diventato scientifico. Quindi? Non è più la creatura amata da Dio e viene cacciato dal paradiso. Per colpa della conoscenza. E la donna? La donna è peccatrice a priori perché ha colto la mela. E’ sospetta nella sua essenza: sarà rigorosamente esclusa da ogni forma di sapere. L’uomo invece è addirittura da cacciare, perché si è impossessato della conoscenza stessa. Morale della favola: vietato conoscere. (Conseguenza della favola: l’uomo e la donna sono entrambi sbagliati, peccatori, delinquenti, sporchi dentro. Ma Dio non era perfetto? Un Dio perfetto che sbaglia mentre crea, è una contraddizione così forte da smagliare ogni minimo tessuto di tutta la logica esistente). Filosofi, scienziati, sapienti e saggi di ogni dove: abbandonate subito la vostra professione, sappiate che è sbagliata e inammissibile, può scatenare l’ira di Dio! Bene, ora il mondo è privo di sapienti, esistono calzolai, macellai, pescivendoli ma scienziati no. Ora si che si sta meglio! Ma scusate… se a qualcuno viene un dubbio riguardo al significato dell’esistenza, a chi dovrebbe rivolgersi? Ma al prete, è ovvio! E’ rimasto solo lui, è lui l’unico a cui chiedere in questi casi! Lui sa che cosa è vero e che cosa è falso! Sembra assurdo? E’ la (prei)storia del “cristianesimo”, in cui tutti siamo coinvolti. Lucio Giuliodori |
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