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04/01/08: pubblicato un mio

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Fiaba, magia, alchimia, pittura, esoterismo, in una sola parola: M.Von Foerster PDF Stampa E-mail

 

Madeline Von Foerster ci trasporta altrove. Ci trascina giù, verso altri luoghi nascosti, dove esistono segreti che ci abitano dentro, anche se noi non lo sappiamo.
Ella è in grado di condurci dentro le fiabe, ci prende per mano Madeline e ci confonde le idee: qual è la vera realtà? Quella che percepisco o quella da lei dipinta?
La poesia, l’eleganza, la regalità e l’esoterismo stesso racchiusi in Selfportrait, ci scaraventano in faccia il mistero dell’Io, la domanda sull’identità. Quel “fantasma” che lavora il cervello della “vera” persona non è una semplice figura dipinta: è una Visione. E’ il Sé Superiore che ci abita dentro avvolto nella purezza della sua bianca eleganza e nella regalità del suo nobile mestiere: crearci. Sullo sfondo una finestra, una Via da seguire, ben delineata sebbene oscurata dal mistero della notte stellata e dalla segretezza di due arcani volatili, che presenziano la scena, ponendo il loro enigma fra l’Io che proietta il suo sé materiale e la Via lontana nello sfondo offuscato.

Ma i misteri non finiscono qui. Lusus serius non è un quadro: è una fiaba.
In esso non esistono colori, esiste solo regalità, esoterismo e infine realtà. Sono convinto che quel quadro viva. Forse infatti, il gioco inscenato è quello della vita stessa, un gioco in cui l’importante non è partecipare ma vincere, cioè trovare se stessi. I due sfidanti infatti sembra non appartengano alla stessa specie, ognuno lì, concentrato a sfidare l’avversario per vincere il suo Sè.
Gli scacchi, altro profondo simbolo esoterico, dividono due sguardi: la principessa con in grembo la vita e una donna arcana, alata, per metà animale: in basso è un leone, in alto un uccello. Indice di trasmutazione in atto. Entrambi gli sfidanti ospitano più di una vita dentro di loro, segno di rigogliosità e celebrazione dell’esistenza.

Se con la serie dei Solve et coagula Madeline dimostra tutto il suo interesse per l’alchimia e la sua rievocazione, davvero incantevole e significativa da un punto di vista esoterico, è con The chemical wedding che, a mio avviso, la superba pittrice tocca l’apice della sua arte occulta, ermetica, filosofica. Il simbolismo racchiuso nell’opera è degno di un Bosch, la bellezza e l’abbondanza di significati sfiorano i limiti dell’arte stessa, e forse li superano anche – d’altronde i limiti esistono proprio per quello.
Il matrimonio alchemico rappresenta la perfezione spirituale raggiunta dall’alchimista, attraverso la Via della Grande Opera. Dall’Operal Nero all’Operal Bianco, fino a giungere l’Operal Rosso, cioè il coronamento, la conclusione della trasmutazione di ciò che è inferiore in ciò che è superiore attraverso il percorso occulto che lega l’alchimista al suo vero Sé.
Splendide le due figure: l’esoterismo sotto forma di poesia, rappresentato in pittura. Un’eleganza misteriosa permea il fascino magnetico che prorompe dalla loro aura giungendo sino a noi. L’uovo alchemico inoltre incornicia il loro amore, la nascita di un nuovo essere, un essere perfetto nato dal matrimonio della trasmutazione coagulata.
Il tutto poggia in una scacchiera, ricettacolo esoterico pieno di simbologia ermetica e gioco iniziatico per eccellenza.

Come se tutto ciò già non bastasse, Madeline mette le cose ancora più in chiaro incorniciando il dipinto con il V.I.T.R.I.O.L.: Visita interiora terrae, rectificando invenies occultum lapidem (entra nel mondo interiore, cercando troverai la pietra filosofale). Non ci sono più dubbi: il dipinto è un vero è proprio manifesto alchemico, un messaggio iniziatico, palesemente svelato seppur velato da arcani simboli che vivono in esso permeandone la regalità.
Il matrimonio alchemico sancisce la profondità dell’Arte Regia vonfoersteriana, corrobora la sua congenita magia dirompente e suggella quel costante anelare ai simboli occulti, che proprio nella pittura, da sempre, trovano una dimora appropriata, metafisica e surreale. In Madeline però il fenomeno diventa ancora più accentuato, scavato da una seria ricerca delle cose ultime e incorniciato dall’iperborea bellezza delle Visioni quale strumento alchemico di una superba Arte Regale.

 

Lucio Giuliodori

 

 
© 2008 Lucio Giuliodori
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