Home Recensioni Giorgio dalla Costa, Karma
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Giorgio dalla Costa, Karma |
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Io sono - Karma - Io sono Io l’ho provata. Lui l’ha mostrata. L’ha di-mostrata. (Lei ci ha sentiti). Immensità. Monumentale immensità, è ciò che si prova di fronte a Karma: l’Io in persona. Il disegno del proprio respiro. Abitano felici, come onde verticali, i codici del Sogno. Non si capisce se si sentono canti di uccelli mai visti, o se si vedono i loro suoni. Non ci si crede, ma ci si ritrova catapultati in un’Isola. Si perde, a volte, il senso dell’orientamento, si precipita giù, a strapiombo nel Profondo. Quell’Isola siamo noi, non stiamo sognando – si, stiamo sognando. Ma che cos’è il Profondo, se non esistono più dimensioni? Che cos’è allora, che cos’è? Ditemelo, vi prego, raccontatemelo, inebriatemi come un bambino di fronte a una favola, come un’aquila addosso al Cielo, come un respiro dentro a un colore. Realtà che cola giù a brandelli, merletti di pizzo disegnati dal Genio di un occhio ulteriore, (s)figurato da prove, segni, alchemiche orchestrazioni, magiche immersioni. Luoghi. Petali che si strappano. Varchi che si spalancano. Odori che aprono nuovi mondi, nell’ “immagine” che ho di fronte. (Magari fosse solo un’immagine… Magari fossi solo, di fronte ad essa… Magari e per fortuna. Che senso avrebbe quel simbolo segreto? Quando non avremo più bisogno di simboli… beh, allora saremo diversi… Diversi dentro. Di-versi-fuori). L’esistenza si scioglie, sfuma via come un’ombra: entra Karma. Permesso… Chi è? E’ qualcuno dentro di me. Vuole entrare. Sono ormai perso e finalmente sono Io. Che spettacolo. Ma perché deve esistere la realtà se va bene un labirinto? Ma non lo vedete che col Labirinto è tutto diverso? Nel labirinto, finalmente respiro. Gioia, gioia del mistero. Non né posso più dei significati, Signori vi prego, non spiegatemi più niente, non ne voglio sapere più nulla, io sto meglio così, sono solo Io: Io in persona. Tutto ciò che sono, sono.
Evado, me ne vado, lontano, sono io lo Strapiombo. Io solo sono pesante: giù, giù, giù, cado giù, giù, non mi fermo, non mi fermo, sto male, sto bene, non vedo, vedo, sento tutto, tutto scorre, karma, karma, karma, karma nell’anima, sono io, sono io, attraverso un sogno che molti chiamano vita e quasi tutti non comprendono. Nessuno, mai, mai, se-mai, se-no, si-no, volo, volo, viola, volo, rosso, rosso, rosso, viola, rosso, viola, siiiiiiiiii!!!!!!!!!!!! A che serve la scienza quando mi trovo qui, faccia a faccia con lo Specchio, sul monte del destino? Tanto vale essere o non essere. Essere? Non essere? Che.. che… Che comunica tutto ciò? Io non (so se) lo so, io sono io davanti a Karma, davanti a me, dentro me, attraverso me. Correndo verso te, vomito via sospiri, paure, gemiti, dolori. Come caverne acquose volano via, riflessi, i miei raggi di buio. Lì in fondo, vedo una fine. Karma: io sono te – tu sei me. Noi siamo lì. Per sempre.
Lucio Giuliodori |
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