Home Recensioni William Buhlman, Avventure fuori dal corpo
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William Buhlman, Avventure fuori dal corpo |
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Comincio con le parole dello stesso Buhlman: "sono più che mai convinto che l'esplorazione fuori dal corpo possa fornire le risposte ai molti misteri della nostra esistenza". La sensazione che si ha dopo aver letto il libro è infatti proprio questa, sopratutto per chi è a digiuno completo di certe verità nascoste.Ciò che svela il grande Buhlman ha il potere di sconvolgere qualsiasi convinzione millenaria sulla natura dell'uomo, della realtà e di Dio stesso. Se tutti sapessero, se tutti leggessero questo libro, e soprattutto se tutti sperimentassero quanto letto, succederebbe veramente un gran terremoto... (religioso, politico ed economico). Se al telegiornale dessero la notizia di come funziona veramente questa realtà, crollerebbe “l’impero del male” e i suoi sporchi guadagni, i guadagni di un ego, grosso quasi quanto lo stesso pianeta che cerca di uccidere. Portare alla luce tali verità però, renderebbe la convivenza molto più felice, molto più umana, molto, molto diversa da come essa è ora. Buhlman ci dona lo strumento per risolvere una marea di problemi. Com’è possibile l’incomprensione? Com’è possibile l’intolleranza? Com’è possibile lo sfruttamento? Come è possibile solo pensare a tali fenomeni dopo aver letto questo libro? Stiamo buttando via la chiave del paradiso, Buhlman invece ce la mostra chiaramente. Già all’inizio di queste 260 entusiasmanti pagine, comincia ad infiltrarsi nella mente questa idea: il paradiso è qui ma non l’abbiamo ancora visto, William Buhlman ci dice come vederlo. Nel film Waking life, un saggio personaggio dice che il tempo, il suo trascorrere, è un continuo dire NO a Dio, per lo meno fino al momento della morte. Con Avventure fuori dal corpo, Buhlman ci insegna invece a trascenderlo il tempo, ciò permette di vivere il presente, la sola dimensione (a)temporale che realmente esiste. Andando al di là del tempo, e dunque anche dello spazio, impariamo a dire continuamente SI, a trasformare la nostra stessa vita in questa due semplici lettere: “SI”. Il Dio di cui si parla, quando consideriamo il mondo astrale, non è però il Dio delle religioni, lontano e distaccato, pronto solo a giudicare e condannare. No, quel Dio lì è semmai proprio il diavolo, per dirla in termini, appunto… “religiosi”. Quel Dio lì è cioè divisione, distacco, odio.
“Fuori dal corpo” invece non esistono condanne né separazioni, nel mondo astrale si percepisce il senso di questa antica frase: “Tutto è Uno”. Le divisioni hanno a che fare con la materia, lo Spirito ha invece il Potere di trascenderle, in virtù della sua infinitezza. Dio siamo noi, come predicano da tempo gli orientali. L’uomo dunque, in quanto tale, è un essere meraviglioso, in continua evoluzione, sa benissimo chi è, che sta facendo e dove sta andando, il problema è che non se lo ricorda bene… Ha scelto di non ricordarselo per poter evolvere ma in realtà sa benissimo tutto. Andare in astrale significa collegarsi alla propria fonte, significa cioè… ricordare, cioè conoscere, per dirla con Platone…
Ci vuole un gran coraggio, un coraggio da Guerrieri… Bisogna sfidare la ragione stessa, bisogna sfidare se stessi. Solo amandoci riusciremo a trovare il coraggio per saltare nel “vuoto” e raggiungere il nostro vero Sé, la nostra vera natura divina, composta di stelle e sogni arditi, sogni di gioia e libertà, parole vuote per le nostre orecchie abituate a “ben” altro, parole senz’anima, senza senso. La violenza, quella si: fanno di tutto per darcela in pasto ogni giorno al telegiornale, a tutte le ore, quella devono renderla il più reale possibile, solo così rimaniamo impauriti, solo così rimaniamo “peccatori”.Ci parlano sempre di guerra, violenza, catastrofi, vogliono riempire con esse la nostra quotidianità, vogliono farcele sembrare normalità: collegare la morte alla disperazione, alla guerra, alla follia omicida. La morte non è quella… La morte non esiste. La morte è meravigliosa. Fare un viaggio astrale significa sperimentare il momento della morte, viverla per poi tornare a vivere. Dov’è la morte dunque? Non esiste! In tutte le culture, da sempre l’uomo aveva raggiunto questa Conoscenza ma da sempre è rimasta occultata, celata, come da copione del resto: le verità più grandi esistono ma bisogna andarsele a cercare più in alto. Platone è dovuto uscire dalla “caverna degli uomini”, un mondo fatto d’ombre, oscuro e inconsapevole della Luce infinita di una Verità al di fuori. “Avventure fuori dal corpo” dovrebbe essere un testo obbligatorio nelle scuole, altro che “I promessi sposi”… Il vero matrimonio è prima di tutto con se stessi ma se continuiamo a farci impaurire non ci innamoreremo mai…La nostra evoluzione si gioca tutta lungo questa corda, ai cui estremi stanno le massime concentrazioni di paura e amore, i due sentimenti principali della vita di ogni essere, i quali si dipanano in modo decrescente lungo tutta la corda stessa. In termini “umani” potremmo nietzscheanamente parlare di bestia e superuomo ma in termini cosmici la questione si fa più profonda: la partita si gioca tra la paura e l’amore. Chi perde muore, chi vince trova la felicità, la libertà, la conoscenza del bene e del male e tutto ciò di cui la sua volontà è capace di chiedere. Chi vince trova se stesso. Lucio Giuliodori |
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