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04/01/08: pubblicato un mio

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 di "Scienza e Conoscenza"

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Lucio Giuliodori: la certezza dell'Assurdo PDF Stampa E-mail

  

Con il libro Sogno dunque Sono, l’enigmatico ed estroso Giuliodori, sigilla un poderoso “scacco matto” a quella concezione del mondo basata sulla ragione “a tutti i costi”: come in un interminabile Agguato Tolteco, il movimento del pensiero è in questo contesto completamente arrestato nell’ attesa di subliminali percezioni o fatto schizzare alla velocità della luce verso nuovi confini d’ indomita follia.
L’ Assurdo qui regna sovrano con certezza: non riuscendo a calarsi nello schematismo di questa realtà densa, trova residenza nel sogno, vero e proprio mondo trascendente e divino.


La prospettiva ontologica dell’ esistenza espande i suoi confini all’ inverosimile, estendendosi al di là dei limiti spazio-temporali. Una rinnovata presa di coscienza nella quale nuove e più sottili percezioni possono dar vita ad un modello di universo osservato con occhi più luminosi, in virtù di una comprensione “più totale” del mondo.
Il pensiero è messo alle strette nel senso più letterale del termine: lo sterile e solipsistico “io penso” di cartesiana memoria, tipico dell’ “uomo sempre pronto a riflettere sul mondo senza mai viverlo nella sua interezza”, perde il suo primato di strumento d’ indagine più raffinato posseduto dall’ essere umano e viene surclassato, declassato e degradato ad un più basso rango conoscitivo dall’ imperiosità impetuosa della visione onirica. Qui siamo nel luogo di confine di ogni-dove, in cui sciamani e viaggiatori astrali hanno preso fissa dimora per contemplare le immagini akashiche della Memoria del Tempo.


Questi racconti suggellano il sodalizio assurdo-artista che invita ad oltrepassare il velo dell’illusione per iperbolarsi verso il luogo della Visione, vera dimora dell’ artista esoterico.
Un’ atmosfera di “malincomico” romanticismo trasognato emerge prepotente in molti di questi elaborati: ”Fell in love” rappresenta un picco nell’ antagonistico rincorrersi di comicità, ironia, malinconia, follia, fantasia e verismo che si disvelano durante la lettura del libro.
Il tutto condito con un potenziale espressivo graffiante e diretto, paragonabile a quei motivi jazz che non risolvono mai, eterei, inafferrabili ed estremamente coinvolgenti.


Cristiano Drago - eGmagazine 01/07

 

 
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