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Giuliodori si racconta in una dimensione onirica |
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Un linguaggio crudo, immediato, svelto e che non si lascia condizionare da nessun ostacolo o tabù. Lucio Giuliodori, nel suo libro "Sogno dunque sono", edito dalla Midgard di Perugia, dà sfogo alle sue componenti più intime della personalità senza nessun blocco. Nelle pagine i suoi pensieri vengono sguinzagliati come cani inferociti tenuti a bada per troppo tempo dalla società e dalle sue sovrastrutture.Le varie emozioni di Giuliodori prendono forma in vari racconti, spezzoni di vita personale, vissuta con altri personaggi che si pongono quasi come specchi colorati che deformano o colorano a seconda dei movimenti la figura dello scrittore. Anche i luoghi danno il loro contributo, valorizzando la figura del protagonista, che interagisce con il suo ambiente circostante in una situazione di paradossale distacco, accentuando in più momenti la propria sofferenza interiore nell'accostare la propria figura e la propria personalità con il resto del Mondo. Spesso i racconti prendono una piega divertente, facendo assumere al protagonista il profilo di un moderno Gianburrasca che si ritrova in situazioni non proprio felici, come quella vissuta in un pub di Amsterdam , quando un colosso nero di nome Jhon li obbligò a restituire la pellicola di un corto girato nello spazio antistante al locale. Nel racconto "Domenica pomeriggio", viene evidenziata la dimensione più intima dell'autore, che si ritrova a passeggiare con una piccola cuginetta che lo mette di fronte alla sua condizione di uomo profondamente distaccato dal contesto della normalità. Proprio nelle righe scritte su quel pomeriggio, Giuliodori si definisce come "la pesantezza di quell'ovvio cielo grigio, spiaggia perfetta delle nuvole sputate alla velocità del buio". Con questa serie di racconti, Giuliodori, nato nel 1974 a Osimo (AN), ha vinto il Premio MIdgard Narrativa 2006, dando un forte segnale al mondo editoriale locale, del proprio talento. Il libro apparirà al lettore come un diario dell'autore, ma fin dalle prime pagine capirà che quei racconti potrebbero benissimo appartenere a chiunque, magari a se stesso.
Fabrizio Martino - "Il Giornale dell'Umbria", 12/01/2007. |
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