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Swami Kryiananda, Io amo meditare |
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«Non si può solo ricevere la saggezza, non la si può inventare. La verità deve essere percepita, in quella tranquilla consapevolezza che è la supercoscienza.La meditazione, allora, non è creare delle risposte: è percepirle, o riceverle. E’ questo il segreto della creatività. Meditare è ascoltare. La mente deve sospendere la sua abituale attività di analizzare, di soppesare, di “parlare” così tanto da non poter udire le melodie che la supercoscienza le invia.La meditazione è un processo di ritorno al proprio centro». Eccolo l’invito di Kriyananda: tornare dentro, ri-trovarci, ri-svegliarci, abbandonarci alla percettività, al “non fare”, al non pensare. All’Essere.Discepolo diretto di Paramahansa Yogananda, Swami Kriyananda ha scritto più di ottanta libri, pubblicati in ventisette lingue in 90 paesi e ha composto oltre quattrocento brani musicali. Non male, eh?! Ha dedicato e dedica la sua vita a diffondere l’insegnamento del suo Maestro Yogananda. Insegnante spirituale di fama internazionale, ha creato ad Assisi un centro di lavoro per la realizzazione del Sé, chiamato appunto Ananda (che in sanscrito significa "estasi").
La tesi dell’autore è chiara e semplice: quando stiamo male, significa che ci stiamo allontanando da noi stessi, confermando una delle mie convinzioni più care: lo stato naturale dell’essere è la felicità. L’importante è saperlo però.Ogni volta che andiamo “in periferia”, non ci rendiamo minimamente conto della possibilità che ci lasciamo sfuggire. Cercare tesori all’esterno, non avendo prima guardato bene all’interno, non è proprio così saggio. «Più cerchi la felicità per mezzo dei sensi, meno la trovi, per la semplice ragione che il godimento sensoriale prosciuga, anziché alimentare, la nostra capacità di essere felici».La felicità di cui parla Kryiananda è la Consapevolezza, raggiungibile attraverso lo sviluppo della supercoscienza (a proposito della quale ci aveva già illuminato Aurobindo). «La supercoscienza è quell’aspetto della mente che è in sintonia con l’immenso fluire della vita. Per raggiungere la supercoscienza, è utile sapere che ha una sede specifica nel cervello, che è localizzata nel lobo frontale, dietro la fronte, nel punto a metà fra le sopracciglia», cioè l’Ajna chakra. «Quanto più a lungo manterrai la concentrazione in quel punto, tanto prima avrai delle vere esperienze supercoscienti».Essendo lui stesso un musicista, Kryiananda pone anche l’accento sulla creazione artistica in relazione al meditare. Molto interessanti a tale proposito le tecniche suggerite. Ne accenno solo una: «il metodo è semplice: eleva alla supercoscienza ogni pensiero al quale vuoi dare forma artistica; dopodiché invita il subconscio ad interagire con questa ispirazione superiore.La scienza ha scoperto che chi si dedica ad una forma di attività creativa sviluppa le aree del cervello che vengono impegnate in quell’attività. Compositori e musicisti sviluppano la parte musicale del loro cervello (…) Similmente, pittori e scultori sviluppano le aree visive del cervello».In conclusione, Io amo meditare, è una buona introduzione per chi è a digiuno sull’argomento. Semplice, breve e pratico, questo libro dà un’idea generale – molto generale – su cosa potrebbe accadere se ci sedessimo ad occhi chiusi e cercassimo quello che Gurdijeff chiama “il centro di gravità permanente”. Lucio Giuliodori |
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