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04/01/08: pubblicato un mio

articolo sul sito

 di "Scienza e Conoscenza"

www.scienzaeconoscenza.it

 
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La partenza di Meredith Kercher ha invitato tutti a una riflessione sulla morte, tanto improvvisa quanto partecipata. E quando la gente deve confrontarsi con la morte, è spesso alla deriva: si è lontani dal consueto, lontani da se stessi. O forse troppo vicini. Per questo si prova paura.

Se non abbiamo una profonda conoscenza di noi stessi, non sappiamo nemmeno che cos'è la morte, evento centrale nella coscienza di un'individuo, tanto centrale quanto la nascita. Ne sa qualcosa l'esistenzialismo, ne sa ancora di più tutta la Tradizione esoterica, sia Occidentale che Orientale. 

Sono ingranaggi segreti, quelli che regolano il trapasso, lontani dalla lacrime di chi rimane al di qua, lontani da una facile comprensione, al riparo dai perché. Quei perché che tutti vorrebbero conoscere. Ma si sa, la Conoscenza è preziosa...

L'essenza della vita è nel divenire. Evoluzione, miglioramento, divenire, prosperità. Tutto prospera in natura, tutto sboccia, tutto fiorisce, tutto compie un suo percorso di evoluzione, dal semplice filo d’erba alla coscienza di una persona. La morte è un'appuntamento importante, così decisivo da segnare la svolta nell'evoluzione: la scelta

La vita e la morte sono due facce della stessa medaglia, una medaglia che è nelle nostre mani, costantemente. Una medaglia che suggella il valore dell’Essere Umano, che ne premia la straordinarietà. E’ un peccato scordarsene, è un delitto non fregiarsi con quel simbolo di vittoria. La vita è un trionfo, chi la uccide è un perdente. Ma la sconfitta peggiore è nell'ignoranza. Nella paura di conoscersi e di vedersi nell'adesso, nell'infinito presente che (ci) porta alla fine. Di un nuovo inizio.


Lucio Giuliodori

 
© 2008 Lucio Giuliodori
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