|
Venerdì 7 marzo 2008: pranzo, accendo la televisione: inizia il TG 3. Parte la sigla e, uno dietro l’altro scorrono i titoli della giornata, eccoli:
1. Un politico ucciso in Spagna con 5 colpi di pistola sotto casa sua, la madre e la figlia si gettano addosso al cadavere urlando “assassini” ai killers che scappano davanti ai loro occhi. 2. Otto studenti uccisi a Gerusalemme. 3. Attentato a Baghdad: 68 morti e più di 120 feriti. 4. Molfetta: funerale di 5 operai morti sul lavoro. 5. La campagna elettorale di Casini, che vuole accaparrarsi le simpatie di tutti i cattolici e gli “ex” democristiani e quella di Berlusconi, che vuole accaparrarsi le simpatie di tutti. 6. Roma: una ragazzina di tredici anni viene uccisa investita da un’automobilista che poi scappa.
Ecco, con la bambina si chiude la sigla e si apre il giornale, era l’ultima notizia. Mentre mangiavo la mia zuppa di cereali, ho dovuto vedere solo bare, lacrime, bombe, sangue, ospedali, disperazione, violenza, casini, berlusconi, morte. Se ci mettevano di mezzo anche Maledetto Sedicesimo eravamo al completo ma per fortuna negli ultimi giorni il “santo padre” non ha esternato nessuna condanna - né all’ateismo, né al gayismo, né al filosofismo, né al positivismo, né al romanticismo, né al dadaismo – quindi per fortuna il paradiso teleinvasivo non lo ha sfoggiato.
Ebbene, gentili signori, quando ho deciso di scrivere quest articolo avevo anche intenzione di dire qualcosa ma arrivato fin qui mi rendo conto che non ce n’è bisogno.
Il telegiornale deve informare su ciò che succede nel mondo ogni giorno e mi sembra normale menzionare una strage a Baghdad, come mi sembra (tristemente) ovvio, parlare di chi dovrà “governarci”… Il problema però è un altro. Potrei dilungarmi per pagine e pagine a spiegare in termini scientifici, derivanti dalla fisica quantistica e dalla neurofisiologia, quanto e come le immagini negative e i pensieri negativi influenzino negativamente il nostro essere – parlo di essere poiché mi riferisco tanto alla mente quanto al corpo. Ma non è necessario. Basta qualche semplice e banalissima domanda, ovviamente senza risposta: nel mondo succedono solo fatti negativi? Nel mondo vive solo gente che muore? Nel mondo non esistono persone felici? Nel mondo la morte è la norma? Nel mondo esistono solo le parole vuote dei politici? Ma i saggi non esistono in questo mondo? Si sono estinti? Dove sono? Non ce n’è più nemmeno uno? “Chi l’ha visto”? L’avranno ammazzato. La gente muore... è chiaro che la gente muore, non siamo mica immortali. Ed è anche chiaro che la morte è spesso non bella e, oltretutto, si muore in tanti modi diversi, tutti appunto"non belli". Ma perché parlarne ogni giorno, di continuo a tutte le ore? Se muore un operaio sul lavoro, pace all’anima sua ok ma perché ricordarlo all’Italia intera? Perché non parlano mai della gente che nasce? Si nasce in tanti modi... Raccontateci gli albori, parlateci del fiorire più che dell’appassire, dipingete albe piuttosto che tramonti. Dipingete un mondo migliore, se ne siete capaci, SE LO VOLETE DAVVERO.
Lucio Giuliodori |