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04/01/08: pubblicato un mio

articolo sul sito

 di "Scienza e Conoscenza"

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"Siamo tutti peccatori"? Riaprite i manicomi, prestooo!!! PDF Stampa E-mail

 

Durante il Medioevo vennero arse vive o torturate, ad opera della chiesa, migliaia di donne accusate di fare sesso col “demonio”, anche se credo che nessuna di esse sia mai stata colta in flagrante… Ma tant’è.
Oggi le cose sono cambiate: oggi ci sono i preti che fanno sesso coi bambini. Sai, anche la chiesa si deve evolvere durante la storia. E ce ne sono tanti: solo negli Stati Uniti per esempio dal 1950 ad oggi: 10.667 vittime di preti pedofili.

Il “santo padre”, Joseph Ratzinger, che ovviamente non è ne santo e ne padre, ha detto giorni fa che “il sesso è una droga”, condannandone la pratica in ogni sua forma. Bene, niente di nuovo da parte di un uomo, che secondo la chiesa è il rappresentante di Dio! (A proposito, quanto suona male un Dio che ha bisogno di farsi rappresentare…) Queste parole però, risuonano tanto stonate quanto attuali.

Ieri sera (lunedì 12 maggio 08), la trasmissione Le Iene, ha riproposto il dramma di bambini violentati da sacerdoti cattolici. Un ragazzo di 25 anni, dopo dieci anni (!), si è rivolto alle Iene - non alla polizia, non hai suoi familiari dunque ma ad una trasmissione televisiva – per rivelare il suo dramma. Già è assurdo il fatto che il ragazzo riponga più fiducia nelle Iene (con tutto l’assoluto e sincero rispetto per loro) che nella propria famiglia o nella Polizia, ma questo è il minimo… La storia in sé è molto peggio. Questo ragazzo ha raccontato come per ben dieci anni è stato costretto a costanti rapporti sessuali a cui lo obbligava il suo parroco.

La cosa sconvolgente però è che non c’era una dura condanna da parte del ragazzo, come se quella per lui fosse diventata normalità… D’altronde il prete ha iniziato ad introdursi nella sua sessualità in un età in cui lui non sapeva nemmeno bene cosa essa fosse, tantomeno poteva dunque formulare un suo giudizio morale al riguardo. Voglio dire che questo ragazzo non sapeva nemmeno stabilire cosa era bene o male, vista anche l’autorità del prete. Già, il prete… L’inviato delle Iene, è riuscito alla fine a convincerlo ad interrompere i rapporti con quel povero ragazzo. Ma la cosa che colpisce di più è che il prete si sentiva lui “abusato ed usato”! Proprio come se fosse stato il ragazzo a costringerlo e non il contrario. Veramente incredibili le sue parole, ripetute più volte: “abusato ed usato”!

Quel parroco oltretutto era ben considerato e ben voluto da tutti nella sua parrocchia; secondo le parole del ragazzo, “era un prete bravo, si occupava di Lourdes ecc.” Il suo mestiere dunque lo sapeva fare bene! Peccato solo per quei dieci anni di sesso nascosto e per la vita di quel poveretto ormai drasticamente segnata e difficilmente recuperabile a livello psicologico… “peccato” davvero… Al di là dei vari dettagli della storia, che a questo punto contano davvero poco, ciò che mi ha colpito è la personalità dei due protagonisti, che ineluttabilmente veniva fuori dalle parole, inscenandole ancora di più.

Il ragazzo: decisamente segnato, non in grado di parlare di questa storia in maniera lucida o razionale. Il sacerdote: completamente pazzo. Ha reagito alla faccenda con una calma disarmante – pensiamo che dopo dieci anni di nascosti abusi sessuali, arriva all’improvviso un inviato televisivo che gli dice di sapere tutto e di voler bloccare tutto - e ha risposto denunciando la sua innocenza nel suo essere una vittima assoluta, usata ed abusata. Ha capito di essere una vittima. Ma non ha capito di esserlo solo della sua follia.

Forse la cosa più grave è che non sa di avere problemi mentali. Davvero evidenti dalle sue incredibili parole. Ah, dimenticavo… questo prete ovviamente, continua a fare il prete! Incuriosito e sconcertato vado al computer. Sbirciando Youtube, trovo un altro servizio delle Iene di due anni fa, ancora sul mondo della pedofilia dei preti in Italia, in cui un’inviata (con telecamera nascosta) va a parlare con diversi sacerdoti fingendosi madre di un bambino violentato da un prete.

Il suo intento è solo quello di chiedere un consiglio sul da farsi. E’ interessante come quasi tutti le abbiano sconsigliato di parlarne con chiunque, nemmeno col marito e, oltre tutto, tutti i sacerdoti sconsigliavano assolutamente di chiamare la polizia. L’incontro con l’ultimo prete però è davvero interessante, perché mette in luce l’essenza del classico prete cattolico dall’ ipocrisia congenita, affetto da serie patologie e profondi problemi al cervello, riscontrabili in tanti altri suoi colleghi e purtroppo mai riconosciuti ne tantomeno curati.

Riporto il dialogo fedelmente:

«Non ne ho ancora parlato con mio marito».

«E non ne parli, non vorrei che avesse qualche acredine contro quel sacerdote e quindi ne approfitta per dire: “finalmente, gliela faccio pagare!

” Poveretto, è uno scandalo pubblico… E voi stessi cosa ne guadagnate?

Capito?»

«Non so che fare…» -da notare come l’attenzione non è rivolta al dramma del bambino o della famiglia ma tutta a salvaguardare il sacerdote pedofilo dallo scandalo-

«La misericordia è quella che salva! La misericordia!» – le solite parole vuote della chiesa usate come chiavi universali per aprire qualsiasi porta-

«Lei cosa farebbe?»

«Cerco di comprenderlo… Un pover uomo che ha bisogno di essere aiutato. Quante volte ha pregato lei per questo prete?» –ecco che subito si tende a spostare l’attenzione verso le “responsabilità” della madre, come se fosse colpa delle sue preghiere mancanti se il cazzo malefico di un prete impazzito di castità ha sfondato la psiche e il culo di un quindicenne –

«Ancora per lui no…»

«Ah vedi… quindi lei coltiva un giudizio malevolo contro di lui: “disgraziato, stai rovinando mio figlio! Cosa ti è permesso fare?”

E va anche in Chiesa lei? Frequenta la comunione?»

«Mi fa sentire in colpa…» -finalmente glielo dice! «Certo, è giusto sentirsi in colpa! – ecco perché i preti “mi piacciono”: dicono cose così stupide, che mi risparmiano perfino la fatica di criticarli! - Cosa vuoi, chi più chi meno, siamo tutti peccatori. Anche tu – e ancora contro la madre e le sue “colpe” - nel giudizio che hai contro questo prete… Siamo tutti peccatori!»

NO! Siamo tutti dei coglioni, se ascoltiamo ancora queste teste di cazzo! 

 

Lucio Giuliodori

 
© 2008 Lucio Giuliodori
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