Incontri con l'anima: Roberto Cacciapaglia e la musica verticale

Remedios Varo, Solar music.
Ascoltando e riascoltando l'ultimo singolo di Cacciapaglia Wind song, mi riaffiora alla memoria un tagliente aforisma di Baudelaire: "la musica scava il cielo".
La sublime noumenologia che trabocca dalle armonie di questo compositore, pone tale artista in una sorta di Olimpo musicale, iperboreo, etereo e intangibile.
La musica di Cacciapaglia è elegante, soave, così leggera da staccarsi dal reale. Sembra innalzarsi costantemente, attraverso melodie che sbeffeggiano di continuo la materialità, evaporando e tasmutando.
Quella di Cacciapaglia è una musica trascendente, impreziosita con citazioni dai vari testi sacri, sia orientali che occidentali. Verrebbe proprio da dire figlia del cielo, come recita il titolo di una sua canzone, o addirittura atlantica, citandone un altro. In ogni modo il percorso artistico di Cacciapaglia sembra proprio rimandare ad un parallelo percorso iniziatico in note, in cui il Suono pone, impone e scompone di continuo le "regole" di una Surrealtà svelata e disvelata nel precipizio della creazione. Questo è ciò che la sua musica rispecchia, ciò che in essa è riflesso, tangibile come una certezza di marmo, etereo come una nuvola in viaggio, verso altri luoghi, dentro altri cieli.
I suoi album, solo per citarne alcuni Incontri con l’anima, Quarto tempo, Canone degli spazi e l'ultimo Ten directions (2010), non fanno che evocare di continuo questo atteggiamento poetico: un viaggio interiore alla scoperta di sé, della parte più invisibile. La musica serve per arrivare lì dentro, per piombarvi gravi, con tutto il peso che la materialità comporta, per poi dissolvervisi e confondervisi, poiché il regno musicale, è un regno senza limiti. “La musica è Dio” diceva Wackenroder, “la musica è a lingua degli angeli”, la musica è la metafisica, è cioè l’andare oltre il sensibile: è la noumenologia trasmutata dall’arte.
Lucio Giuliodori
music: cacciapaglia, figlia del cielo.
