Il quinto ed ultimo affresco letterario dello scrittore perugino Lucio Giuliodori, Alchimia Surrealista, è un attraente connubio fra pittura e poesia che articola e descrive il sottile rapporto estetico che pone in simbiosi l’ immagine con la parola. Con questo lavoro, il nostro Giuliodori, si è aggiudicato il primo premio nel concorso letterario internazionale “Lilly Brogi - La Pergola Arte 2009”.
Il concorso prevedeva diverse sezioni, tra le quali: saggistica inedita, narrativa edita, narrativa inedita, poesia edita e poesia inedita, per la quale appunto concorreva l’ opera di Giuliodori. Alchimia Surrealista è una raccolta di poesie ispirate ad una eccelsa pittura di sogno: una vera e propria galleria d’ arte letteraria che espone le opere di 33 pittori di surrealismo contemporaneo. Solo per citarne alcuni: Paul Delvaux, Leonora Carrington, Leonor Fini, Claude Verlinde, Dino Valls, Madeline Von Foerster, Renata Palubinskas.
Ogni singola opera porta il titolo della poesia che ha ispirato. Quelle del Giuliodori, sono impetuose ed inconsuete liriche che sembrano provenire dagli stessi universi d’ oltreconfine in cui risiedono i protagonisti metafisici dei quadri: la fase ermetica dell’ esistenza esplicita l’ autorevolezza di questo percorso alchemico in cui, il vero mezzo di salvezza, è l’ ispirazione artistica. Penetrare questo turbinìo di versi cosmici equivale ad un tuffo nell’ archetipo profondo del nostro pensiero immaginifico. Rivelandosi come protagonisti indiscussi di questo palcoscenico surrealista, le suddette poesie fanno emergere dal profondo della nostra coscienza lo stesso significato occulto che si nasconde dietro ogni dipinto visionario dell’ opera.
Come amava pensare Giorgio de Chirico, bisogna riuscire a cogliere il valore dell’ immagine che ci perviene dal mondo ulteriore, prima che si palesi in linguaggio e quindi, prima che si “sporchi” in parola, ma direi proprio che nel caso della poesia che si esplicita dalla pittura, questo processo inquinante non avviene affatto e anzi, qui l’ immagine e la parola rimangono insieme sullo stesso piano ineffabile: a quanto pare per scrivere questo libro, non è stata usata una penna ma un pennello.
Cristiano Drago, eGmagazine, 09/09.