Aforismi

Salto all'altro Io. «Gli esseri umani vivono sempre con la paura di perdere - di perdere qualcosa: il lavoro, la salute, la vita ecc. In realtà, se tu fossi un’ Iniziata sapresti che niente mai si perde.
Tu vuoi altro, sai che lo puoi però non accetti il cambiamento».
Alejandro Jodorowsky, nel film Niente è come sembra, di Franco Battiato.
Lo Specchio del giudizio. Giudicare è vedere negli altri ciò che non sopportiamo in noi stessi: se quegli aspetti non facessero in qualche modo parte del nostro mondo interiore, ci lascerebbero pressoché indifferenti. Il fatto è, che è molto più facile vedere i difetti negli altri, piuttosto che dentro di noi.
Ogni volta che giudichiamo, dovremmo scavare, scavare e ancora scavare a fondo, fino a trovare quella bruttura dentro di noi, una volta trovata, dovremmo trasmutarla nella sua manifestazione superiore.
Usare il cervello. Se guardiamo una cosa o se chiudiamo gli occhi e la immaginiamo, nel nostro cervello si attivano le stesse reti neurali. Gli scienziati si chiedono: qual è allora la vera realtà, quella vista o quella immaginata?
La cosa interessante è che da quella immaginata, può nascere quella che poi può essere vista. David Bohm, approfondisce il concetto: «l’immaginazione è già la creazione della forma; possiede già l’intenzione e il principio di tutti i movimenti necessari per metterla in atto. E questo influenza il corpo e tutto il resto, cosicché mentre la creazione si verifica in quel modo, originando dai livelli più sottili dell’ordine implicito, li attraversa affinché si manifesta nell’esplicito».
“Se niente è sicuro, tutto è possibile” (Margaret Drabble). Alle parole di Castaneda: «c’è una quantità di cose che ora fate e che dieci anni fa vi sarebbero sembrate folli. Non sono queste cose che cambiano, ma è cambiata la vostra idea di voi stesso (…)», fanno eco quelle di Sabellicus: «L’uomo ignora la natura del suo stesso essere e dei suoi poteri. Anche l’idea che ha delle sue limitazioni è basata su esperienze del passato, ed ogni passo in avanti estende il suo dominio.
Non vi è di conseguenza, alcuna ragione di assegnare limiti teorici a ciò che egli potrebbe essere, o a ciò che potrebbe fare».
Realtà magica. «Le domande di questo genere ci preoccupano perché crediamo in un mondo “obiettivo”, perché la nostra mentalità moderna si autodefinisce razionale. Pretendiamo sempre di assumere il ruolo di spettatori distanti di un fenomeno che supponiamo essere esterno, i cui meccanismi devono essere chiaramente delineati. Nella mentalità “sciamanica”, al contrario, questo tipo di dilemma non si pone. Non esiste né un soggetto osservatore, né un soggetto osservato, esiste solamente il mondo, sogno formicolante di segnali e simboli, campo di interazione nel quale confluiscono forze e influssi molteplici. In questo contesto tentare di stabilire se le operazioni di Pachita fossero “reali” o meno non ha senso. Di quale realtà stiamo parlando?» A. Jodorowsky, Psicomagia.
Cantico delle creature volatili. Dai "metafisici" Sillogismi dell'amarezza di Cioran si ode: «in un mondo senza malinconia gli usignoli si metterebbero a ruttare». Il fioretto si completa con la Teoria della canzone di Sgalambro: «Gli uccelli non sanno cantare. E' l'usignolo che non sa cantare, non il rocker».

Certezza. Remedios Varo e Leonora Carrington, sono le figlie di Bosch.
Quando il surreale diventa erotico. Paul Delvaux.
Quando il surreale diventa eretico. Alejandro Jodorowsky.
Congenitamente occulta. «La verità non è arrivata nuda in questo mondo, ma vestita di simboli e di immagini» (Vangelo di Filippo).
Libertà improvvisa. A cosa serve tanta filosofia, quando nella tua vita irrompe Castaneda?
Oltre la matematica. «Se penso tutto è due. Se osservo Tutto è Uno». (Elsa Nityama Masetti).
Piacere. «Io non credo in Dio, lo conosco». (Ramakrishna).
Storia della Chiesa. "Ama il prossimo tuo", "perdona" e "non giudicare".
Di qua o di là? Pascal dice che l'uomo è l'errore di Dio. Nietzsche dice che Dio è l'errore dell'uomo.
Di là.
Holy wars. "Difendere" Dio con le armi: ma può esistere qualcosa di più stupido?!
La gaia scienza. Dal quantismo si evince che l'essere umano è un artista, proprio dal punto di vista biologico.
Nient'altro. La verità più grande? Eccola: «Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi». (Giordano Bruno).
Tasse universitarie. Sembra un prezzo da pagare, quasi una colpa da scontare... Il fatto che colossi quali Guénon, Evola e Steiner, non vengano fatti studiare nelle facoltà di filosofia, è piuttosto eloquente riguardo al nostro sistema di istruzione.
Dubbio iperbolico. «Questo mostro che voi chiamate Dio, ha lasciato penzolare suo figlio come un quarto di bue. Non oso pensare cosa farà a me». (Marchese De Sade).
Sempre attuale. «Ero venuto per convertire gli infedeli e ho scoperto che i bisognosi di fede e senso della pietà non sono i guerrieri mussulmani, ma i combattenti di Cristo, primi fra tutti i vescovi che li conducono». San Francesco d'Assisi.
Razzismo religioso. Nei Parerga Schopenahuer afferma: «L'intolleranza è unicamente essenziale al monoteismo: un dio unico è, per la sua natura, un dio geloso, che non soffre l'esistenza di alcun altro dio». Non fa una piega: l'intolleranza non può non esistere nel monoteismo. E' nello stesso concetto di monoteismo che si legge implicito l'odore dello screditamento altrui.
Parola di Dio o parola di Vescovi? Il credo cristiano nasce nel 325 d.C. con il Concilio di Nicea, dove dei Vescovi si sono tempestivamente riuniti per porre rimedio al "pericolo Ario". Il teologo egiziano infatti diceva che se Gesù era nato dal Dio-padre non poteva essere lui stesso Dio. Ario fu condannato come eretico e nel credo cristiano, si recita: "generato e non creato". Con un gioco di parole insomma si sono risolti due problemi: Gesù è sia Dio che figlio di Dio e Ario, che era uno a cui piaceva parlare, ora non parla più. Grazie a un gioco di parole.
Congenitamente libero. Ogni uomo è un Adamo, ognuno deve ribellarsi per crescere nella conoscenza, è giusto che ci si scopra esseri sessuali, ed è giusto accettarlo. In quanto noi, siamo esseri sessuali. Nasconderlo con una foglia di fico, non significa eliminarlo. Se nascosto, il sesso diventa perverso.
Il sesso è nato libero, il sesso ha nella nascita stessa la sua dimensione ontologica. Il sesso è la vita, è la
creazione della vita; più lo si nasconde, più esso si animalizza, cioè diventa feroce, aggressivo, malato, sporco.
Non è il sesso ad essere sporco, è il sesso rifiutato della chiesa ad esserlo diventato. E' il loro sesso ad essere sporco, non il sesso in sé. Non è affatto un caso che la pedofilia è molto diffusa tra i sacerdoti cattolici. Qualsiasi psicologo sa spiegarlo. E infatti Assagioli in Psicosintesi lo spiega assai bene: «se infatti consideriamo, secondo il punto di vista tradizionale, l'istinto sessuale come qualcosa di impuro e di obbrobrioso, che debba venir violentemente combattuto, non riusciremo né a sublimarlo né ad annientarlo, ma solo a ricacciarlo negli abissi oscuri dell'inconscio, ove sfuggirà alla nostra sorveglianza e tenderà a vendicarsi, insidiando la nostra salute e influenzando tutta la nostra personalità».
Qualcosa non torna. Lucifero fu l'angelo migliore di Dio, per dirla con Dante, "la somma delle sue creature", la più compiuta insomma, qualcosa di inimmaginabile dal punto di vista spirituale.
Ma dunque: un essere di tale levatura, come può ospitare in sé il bassissimo sentimento della superbia, dell'invidia, del senso di inferiorità nei confronti di un altro essere, nel suo caso Dio stesso? Come può provare risentimento? Come può "peccare"? La creatura spiritualmente più perfetta mai creata, non può assolutamente sentirsi inferiore... Pensiamo a qualche santo o asceta, non so, pensiamo a Krishna, Yogananda, Buddha o Patanjali: come possono costoro sentirsi inferiori, quindi ribellarsi?
Dov'è l'Onniscienza? Inoltre, se Dio è onnisciente, avrebbe dovuto "immaginarsi" anche che Lucifero gli si sarebbe ribellato... E qui rientra la diffusa interpretazione del diavolo come parte integrante della creazione, come ostacolo necessario per lo sviluppo del bene. Steiner stesso rivaluta la figura di Lucifero in questo senso. Agostino afferma che il male esiste per mettere in luce il bene.
Ma a me comunque, continua ancora a suonare tutto molto strano.
L'amore di Dio, cioè la paura del demonio. Monsignor Corrado Balducci, considerato uno dei più grandi esperti di demonologia, nel suo libro La possessione diabolica, afferma che i veri indemoniati sono davvero pochissimi, non più di uno o due su cinquemila sospetti.
Ma quell'uno o due, in realtà chi sono?
Bisogna considerare due fattori, a mio avviso decisivi per la realtà di questi fenomeni.
Primo: quando la medicina non riesce a spiegare un fenomeno in termini razionali, cioè meccanicistici e positivistici, semplicemente si ferma... E di fronte a fenomeni paranormali, per un positivista è molto facile fermarsi... (E quindi si ferma sempre). Finisce tutto qui? No. Entra in gioco la chiesa: essa ha gli strumenti conoscitivi necessari per capire fenomeni di tipo paranormale. I suoi strumenti sono di un'esattezza mostruosa, puntuale, non sbagliano mai, riescono sempre a capire di cosa si tratta: si tratta sempre del diavolo.
La possessione gioca a favore della chiesa, molte persone si sono convertite dopo aver assistito a fenomeni del genere. Cioè, molte persone si sono convertite dopo aver provato paura (la "carta vincente" di questa religione).
Noi e la Conoscenza. Che cos’è il fideismo, se non fede in un’istituzione? La ricerca del vero però passa attraverso la sperimentazione personale. La Conoscenza non è un atto di ubbidienza, la Conoscenza è coraggio.
La Conoscenza non è dar retta al prete per paura dell’inferno, la Conoscenza non conosce paura.
La Conoscenza non è far parte di un’organizzazione, la Conoscenza è un atto individuale. Un atto d’amore.
La Conoscenza non ama le grandi masse, preferisce la solitudine.
La Conoscenza non ama l’ordine da rispettare, ama la spregiudicatezza.
La Conoscenza non ha bisogno di barricarsi dietro la “parola di Dio”, la Conoscenza è verifica.
La Conoscenza del divino non ha bisogno di una dottrina scritta, ciò che essa rivela è infatti indicibile.
La Conoscenza non ama la preghiera, preferisce la responsabilità.
La Conoscenza non si delega ad altri, sennò è opinione e, a volte, pettegolezzo addirittura.
La Conoscenza, per fortuna, è nelle nostre mani e noi, sempre per fortuna, siamo nelle mani di noi stessi, e non in quelle del Signore.
Se fossimo nelle mani del Signore, che senso avrebbe la Conoscenza? Che senso avrebbe il mondo? Che senso avremmo noi stessi?

Aforismi tratti da: Lucio Giuliodori, Il Risveglio, Midgard, Perugia 2008.
music: Trentemøller, miss you.
