La smania vitalistica di un giovane postmoderno
Musica Dentro è il titolo del secondo libro di Lucio Giuliodori, pubblicato nel 2007 dalla casa editrice Midgard di Perugia e segnalato al “Premio Midgard Poesia 2007”.
Questa breve raccolta di poesie e pensieri in ordine sparso tratteggia in poche pagine, dense e contratte, la smania vitalistica di un giovane postmoderno. Quello che Giuliodori ci propone, infatti, è una sorta di taccuino esistenziale su cui vengono appuntati i pensieri più profondi e le intuizioni più estemporanee del suo inquieto autore.
Nel libro precedente, Sogno dunque sono, Giuliodori proponeva una serie di racconti in cui la descrizione degli episodi della propria esperienza quotidiana si fondeva con una ricerca quasi ossessiva del senso profondo della vita, attraverso uno stile sporco e conciso che esprimeva una sorta di realismo metafisico nell’approcciare il mondo. Musica Dentro sembra essere, di fatto, una continuazione quasi naturale di quel primo passo verso la ricerca interiore. In questo caso, infatti, l’autore, riducendo al minimo lo spazio dedicato alla descrizione e alla finzione narrativa, si abbandona liberamente al fluire delle proprie pulsioni, analitiche e demolitrici allo stesso tempo.
Musica Dentro è un puzzle fatto di aforismi, testi di canzoni, riflessioni e opinioni personali in forma di haiku che, letti nel loro complesso, ci rivolgono un “discorso” critico e ci pongono costantemente dubbi e domande, incitandoci a sovvertire gli stereotipi e i luoghi comuni della cultura egemone e delle sue tradizioni. Le pagine di questo libro sono, dunque, pagine “vive” e “pulsanti”, che ci portano, volenti o nolenti, a fare costantemente i conti con i limiti della nostra individualità personale; limiti che a volte sono imposti dall’esterno ma che altre volte sono creati passivamente da noi stessi per comodità o per semplice pigrizia.
Questo libro, in sintesi, non contiene risposte, ma solo mille domande, come “What is right or wrong?”, “(Why) does philosophy exist?”, “What is there inside of me?”, “Perché non ero uno di loro?”, “La parola è sempre una fuga?”. Domande, eterne e transeunti allo stesso tempo. Domande che, come in un flusso di coscienza ininterrotto, sembrano esplodere costantemente nell’anima di chi, ponendole direttamente a chi le legge, le pone in primo luogo a se stesso.
Nicola Mariani, luciogiuliodori.net, 16/12/08.