Lucio Giuliodori

Premessa

 

Questo libro è rivolto a studenti di lingua italiana di livello A 1 e cioè il primo livello.
Se però il livello dello studente è pari a zero, cioè principiante assoluto, allora invito lo studente a studiare prima un altro libro da me scritto che è invece il livello base e che parte dunque dall’alfabeto e dalla fonetica fino a coprire tutti gli aspetti grammaticali del livello A 1, spiegati nel minimo dettaglio.

Il libro in questione è scritto in due versioni differenti: Parole volando, scritto in italiano e inglese e rivolto appunto agli anglofoni e Benissimo! scritto in italiano e in russo e rivolto invece ai russofoni.
Il presente testo invece, Italiano Surreale A 1, è il naturale seguito degli altri due e approfondisce maggiormente il lessico.

Anche in questo testo vengono ovviamente proposti tanti esercizi grammaticali, l’unica differenza è che qui la grammatica non viene spiegata, o meglio non viene rispiegata perché appunto già approfonditamente spiegata  negli altri due libri.
Questo è inoltre il motivo per cui questo presente testo, a differenza degli altri due, è scritto interamente in italiano.

 




Perché scegliere questo libro?

 

Esistono un’infinita di corsi di italiano, perché dunque scegliere proprio questo? Vediamo insieme alcuni motivi.

Innanzitutto questa serie di testi chiamati Italiano surreale, divisi in livelli (di cui il presente testo è appunto il livello A 1), sono il risultato di più di un decennio di insegnamento, sia a livello scolastico che universitario. In più, essi pongono l’accento anche su aspetti, per altro molto importanti,  che talvolta altri manuali non approfondiscono. A tale proposito, uno dei principali motivi, se non il principale motivo che mi ha spinto a scrivere i miei libri è proprio questo: andare a lavorare su quegli aspetti che gli studenti necessitano ma che non riscontravo su altri testi, anche quelli più noti.

Vediamo quali sono dunque questi aspetti che i miei libri propongono e che negli altri libri di insegnamento dell’italiano livello A 1, non trovate o trovate poco approfonditi.

 

1) Innanzitutto gli accenti. Nel testo viene affrontato quello che per gli studenti stranieri è spesso un problema costante e difficile da risolvere in tempi brevi, mi riferisco non tanto e non solo alla pronuncia in sé (che ha le sue regole e basta studiarle e praticare) quanto proprio agli accenti, ossia a dove accentare una specifica parola. L’italiano infatti, a differenza ad esempio del francese, non accenta le lettere all’interno della parola e per uno studente dunque è spesso molto difficile se non impossibile indovinare dove deve stressare quella specifica sillaba.

Per noi madrelingua è naturale pronunciare vedere, mattina, ordine, semplice, giovane, magnifico, subito, amici, figura, comodo, macchina… per uno studente straniero invece (e per esperienza personale so che è così) potrebbe essere molto più naturale pronunciare vedere, mattina, ordine, semplice, giovane, magnifico, subito, amici, figura, comodo, macchina…

Questo particolare problema è spesso totalmente assente nei vari manuali di italiano. Nei miei libri invece viene affrontato, nei testi viene sempre sottolineata la sillaba dove cade l’accento e nel testo base, il primo libro livello principianti assoluti[1], al tema della  pronuncia e degli accenti viene dato un ampio spazio, circa una trentina di pagine.

Per capire quanto importante è questo aspetto, basti pensare che molti studenti istintivamente ignorano l’accento perfino quando è graficamente presente alla fine della parola e pur leggendo ad esempio caffè, sennò, perché, chissà, così, però e città continuano a pronunciare caffe, senno, perche, chissa, cosi, pero e citta.

 

2) In secondo luogo, questo corso propone molti, moltissimi modi di dire ed espressioni idiomatiche, ampiamente usate nella lingua italiana. Personalmente, da questo punto di vista, ho sempre notato una certa carenza da parte dei vari libri di testo più o meno famosi nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano L2. E sinceramente mi ha sempre stupito in quanto i modi di dire e le espressioni idiomatiche sono parte integrante della lingua. Soprattutto di quella specifica lingua che usano i giovani al giorno d’oggi, ossia quella dei social network: basta scrollare la home di Facebook per imbattersi in meme o in vignette o semplicemente in titoli di articoli per vedere modi di dire o espressioni idiomatiche particolari. Lo studente che non le conosce potrebbe scoraggiarsi e pensare di non avere un buon livello di italiano, in realtà ha solo e sempre studiato la grammatica più che la lingua “viva”.

 

3) Il libro inoltre introduce lo studente al tema delle reggenze verbali, nel testo ne vengono analizzate alcune presenti nelle storie specifiche. Le reggenze sono un altro aspetto molto importante della lingua, inspiegabilmente anche questo aspetto viene di solito poco approfondito nei manuali mentre invece a mio avviso va affrontato adeguatamente. “Dare” ad esempio non è semplicemente dare ma è dare a e se gli studenti tedeschi o slavi ad esempio risolvono questo problema con il caso dativo, la lingua italiana che non prevede l’uso dei casi, fa invece ricorso alle preposizioni che dunque in questa come in tantissime altre circostanze diventano parte funzionale del verbo e del suo significato.

 

4) L’ultimo e il più importane aspetto che contraddistingue questo e gli altri miei libri della serie “Italiano surreale”, è appunto il metodo usato, un metodo da me ideato e sperimentato, un metodo appunto che prevede l’uso di situazioni, di immagini e di contesti che vanno a situarsi al di là dell’ordinario.

 

 

 


Spiegazione del metodo usato

 
Il presente libro è diviso in tre capitoli, ogni capitolo propone storie surreali e divertenti, questo perché secondo l’idea basilare di questo metodo, attraverso un testo divertente lo studente è facilitato a fissare meglio il tema grammaticale proposto.

Dopo più di dieci anni di insegnamento usando questo metodo, ho potuto appurare che se lo studente studia, impara, apprende in modo divertente, i suoi progressi sono più concreti. Una storia è un piccolo microcosmo fatto di immagini, idee, situazioni che provocano una reazione su chi legge, cioè sullo studente. Questa reazione è dunque una reazione fatta a sua volta di pensieri, di riflessioni, di sensazioni, di stati d’animo. Ora, questa interazione tra le immagini (le situazioni, le idee) proposte dalla storia e le reazioni (le immagini, i pensieri) degli studenti, crea una sorta di alchimia positiva e fruttuosa ai fini dell’apprendimento.

Detto in altri termini, se a un protagonista capitano tutta una serie di situazioni assurde e strane che fanno ridere lo studente, egli sarà più facilitato a ricordare meglio queste situazioni – e quindi come sono raccontate, cioè come è organizzata la lingua, quali sono le sue strutture.

Dopo ogni storia, lo studente può trovare una grande quantità di esercizi grammaticali e in più, oltre agli esercizi il corso prevede una serie di “giochi”, ce ne sono veramente molti e tutti divertenti, ogni gioco può essere fatto sia in gruppo che a coppie e quindi nel caso di una lezione privata, tra l’insegnante e lo studente.

Un ultimo aspetto, che in realtà è una tecnica,  su cui si basa il libro è la “ripetizione”.
Di solito alcuni esercizi di grammatica riprendono parte del testo della storia proposta o caratteristiche dei personaggi della storia o i personaggi stessi che vengono a volte richiamati in causa coi loro difetti e le loro vicende surreali.

In questo modo lo studente tende a creare una sorta di empatia con quelle che molto spesso sono disavventure, più o meno fantozziane,  di questi personaggi, questa empatia che avviene spesso ad un livello inconscio, porta automaticamente lo studente ad introiettare gli accadimenti di quel personaggio e con essi la struttura del loro accadere nel racconto: la grammatica.

Ma le ripetizioni, che in questo caso non risultano noiose perché appunto ripropongono temi che sono di fatto divertenti, non aiutano solo a cementare i temi grammaticali ma anche quelli lessicali e idiomatici. Se negli esercizi vengono proposte e riproposte quelle che nel testo erano “parole nuove”, dopo la fine del capitolo quelle parole, viste e riviste ma soprattutto usate, diventano molto meno nuove.

Il libro inoltre si serve di molte, moltissime note a piè di pagina, ogni nota spiega quella che potrebbe essere, per uno studente di livello A 1, una parola o un’espressione nuova. Il libro ha dunque un suo “vocabolario incorporato” e questo ulteriore aspetto completa il testo sul piano dell’efficacia e dell’utilità.
Inutile dire che ogni storia presenta un contesto diverso, con il lessico ad esso relativo.

Un’ultima considerazione sulla grammatica in sé. Questo corso, sul piano grammaticale, intende soffermarsi su un tema generale che l’autore ha reputato centrale per il Livello A 1[2] (e cioè il presente dei verbi regolari, irregolari, impersonali e riflessivi). All’interno di questo tema principale vengono analizzati anche degli altri sotto-temi.
Non mi resta che augurarvi buono studio!


Lucio Giuliodori

 



[1] Mi riferisco a  
Benissimo!scritto in italiano e russo e Parole Parole Volando scritto in italiano e inglese.


 

[2] Negli altri miei libri sono ovviamente presenti gli altri temi grammaticali, e quindi troverete ad esempio l’imperfetto e il passato prossimo nel libro Italiano surreale A 2 e i pronomi combinati in Italiano surreale B 1.







Il libro (239 pagine) è aquistabile su Amazon sia in forma Kindle che cartacea a questolink



 




In copertina: Gerardo Dottori, senza titolo, 1925.