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In copertina: Gerardo Dottori, Paesaggio con arcobaleni visto dall'alto, 1932.

Questo libro è il seguito di Italiano Surreale A 1 e continua il percorso di studi proponendo dunque il livello successivo, ossia l’A 2.

Come il volume precedente, anche il presente testo è diviso in capitoli, ogni capitolo è introdotto da una storia surreale e divertente, questo perché secondo l’idea basilare di questo metodo, attraverso un testo divertente lo studente è facilitato a fissare meglio il tema grammaticale proposto.

Dopo circa dieci anni di insegnamento usando questo metodo, ho potuto appurare che se lo studente studia, impara, apprende in modo divertente, i suoi progressi sono più concreti. Una storia è un piccolo microcosmo fatto di immagini, idee, situazioni che provocano una reazione su chi legge, cioè sullo studente. Questa reazione è dunque una reazione fatta a sua volta di pensieri, di riflessioni, di sensazioni, di stati d’animo. Ora, questa interazione tra le immagini (le situazioni, le idee) proposte dalla storia e le reazioni (le immagini, i pensieri) degli studenti, crea una sorta di alchimia positiva e fruttuosa ai fini dell’apprendimento.

Detto in altri termini, se a un protagonista capitano tutta una serie di situazioni assurde e strane che fanno ridere lo studente, egli sarà più facilitato a ricordare meglio queste situazioni – e quindi come sono raccontate, cioè come è organizzata la lingua, quali sono le sue strutture.

Dopo la storia, ogni capitolo prevede una grande quantità di esercizi grammaticali e in

più, oltre agli esercizi il corso prevede una serie di “giochi” che possono essere fatti sia in gruppo che a coppie e quindi nel caso di una lezione privata, tra l’insegnante e lo studente.

In ultimo poi, questo corso propone molti, moltissimi modi di dire ed espressioni idiomatiche usate nella lingua italiana. Personalmente, da questo punto di vista, ho sempre notato una certa carenza da parte dei vari libri di testo più o meno famosi nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano L2 e sinceramente mi ha sempre stupito in quanto i modi di dire e le espressioni idiomatiche sono parte integrante della lingua.

Il libro inoltre introduce lo studente al tema delle reggenze verbali, in quasi ogni capitolo ne vengono analizzate alcune presenti nella storia specifica. Le reggenze sono un altro aspetto molto importante della lingua, inspiegabilmente anche questo aspetto viene di solito poco approfondito nei manuali mentre invece a mio avviso va affrontato adeguatamente.

Nelle storie inoltre viene spesso sottolineata la sillaba dove cade l’accento, per gli stranieri infatti questo è un problema ricorrente: pur sapendo le regole di pronuncia, lo studente può comunque sbagliare l’accento e quindi la pronunciare la parola in tutt’altro modo. A volte basta l’accento posto su un’altra sillaba per compromettere la comprensione reciproca.

Un ultimo aspetto, che in realtà è una tecnica,  su cui si basa il libro è la “ripetizione”.

Di solito alcuni esercizi di grammatica riprendono parte del testo della storia proposta o caratteristiche dei personaggi della storia o i personaggi stessi che vengono a volte richiamati in causa coi loro difetti e le loro vicende surreali.

In questo modo lo studente tende a creare una sorta di empatia con quelle che molto spesso sono disavventure, più o meno fantozziane,  di questi personaggi, questa empatia che avviene spesso ad un livello inconscio, porta automaticamente lo studente ad introiettare gli accadimenti di quel personaggio e con essi la struttura del loro accadere nel racconto: la grammatica.

Ma le ripetizioni, che in questo caso non risultano noiose perché appunto ripropongono temi che sono di fatto divertenti, non aiutano solo a cementare i temi grammaticali ma anche quelli lessicali e idiomatici. Se negli esercizi vengono proposte e riproposte quelle che nel testo erano “parole nuove”, dopo la fine del capitolo quelle parole, viste e riviste ma soprattutto usate, diventano molto meno nuove.

Il libro inoltre si serve di molte, moltissime note a piè di pagina, ogni nota spiega quella che potrebbe essere, per uno studente di livello A 2, una parola o un’espressione nuova. Il libro ha dunque un suo “vocabolario incorporato” e questo ulteriore aspetto completa il testo sul piano dell’efficacia e dell’utilità.

Inutile dire che ogni storia presenta un contesto diverso, con il lessico ad esso relativo.

Un’ultima considerazione sulla grammatica in sé. Questo corso, sul piano grammaticale, intende soffermarsi su alcuni temi che l’autore ha reputato centrali per il Livello A 2[1] (e cioè soprattuttoil passato prossimo, i pronomi diretti e l’imperfetto. All’interno di questo tema principale vengono analizzati anche degli altri sotto-temi.

Non mi resta che augurarvi buono studio!

 

 

Lucio Giuliodori

 

[1] Negli altri miei libri sono ovviamente presenti gli altri temi grammaticali, e quindi troverete ad esempio il presente dei verbi nel libro A 2 e i pronomi combinati nel B 1.

Lucio Giuliodori