Lucio Giuliodori

Questo corposo libro (497 pagine)  è diviso in capitoli ogni capitolo è introdotto da una storia surreale e divertente, questo perché secondo l’idea basilare di questo metodo, attraverso un testo divertente lo studente è facilitato a fissare meglio il tema grammaticale proposto.

Dopo circa dieci anni di insegnamento usando questo metodo, ho potuto appurare che se lo studente studia, impara, apprende in modo divertente, i suoi progressi sono più concreti. Una storia è un piccolo microcosmo fatto di immagini, idee, situazioni che provocano una reazione su chi legge, cioè sullo studente. Questa reazione è dunque una reazione fatta a sua volta di pensieri, di riflessioni, di sensazioni, di stati d’animo. Ora, questa interazione tra le immagini (le situazioni, le idee) proposte dalla storia e le reazioni (le immagini, i pensieri) degli studenti, crea una sorta di alchimia positiva e fruttuosa ai fini dell’apprendimento.

Detto in altri termini, se a un protagonista gli capitano tutta una serie di situazioni assurde e strane che fanno ridere lo studente, lo studente si ricorderà meglio di queste situazioni che gli capitano - al protagonista. Di conseguenza gli risulterà più facile introiettare la funzione di quello strano “gli”, un pronome indiretto appunto.

Questo dunque l’intento del libro, che è anche un libro di grammatica ovviamente in cui le regole grammaticali vengono spiegate dettagliatamente. Purtuttavia in questo testo la spiegazione grammaticale ha un ruolo introduttivo, non centrale, il fulcro rimane nel testo, nella narrazione appunto.

Questo spostamento di attenzione dalla grammatica al testo mette lo studente in una condizione psicologica ideale, la grammatica in fondo è sempre ciò che scoraggia di più e vedere in un capitolo di trenta pagine, solo due pagine dedicate ad essa, incide a mio avviso sul piano inconscio.

Questo apparentemente piccolo bagaglio di informazioni inziali (che sembra piccolo solo in relazione al resto del capitolo ma che in realtà è pienamente sufficiente)  gli permette però di affrontare il tema grammaticale che andrà a studiare. Questo bagaglio verrà poi “dilatato” dalla storia stessa la quale lo svilupperà, lo spiegherà appunto ma lo spiegherà attraverso il contesto, attraverso le immagini e le situazioni surreali della storia stessa.

Potremmo dire che la spiegazione iniziale (che sta all’inizio di ogni capitolo) è lo scheletro, la storia è invece la carne che lo studente andrà poi a mettere in un modo simpatico e divertente. In questo modo, lo studente di fatto apprende e consolida la grammatica “senza accorgersene”.

Dopo la storia, ogni capitolo prevede una grande quantità di esercizi grammaticali che a questo punto, dopo lo schema iniziale e la storia, cioè dopo lo scheletro e la carne, possono essere affrontati con più consapevolezza e autonomia.

In più, oltre agli esercizi di grammatica il corso prevede una serie di “giochi”, ce ne sono veramente molti e tutti divertenti, ogni gioco può essere fatto sia in gruppo che a coppie e quindi nel caso di una lezione privata, tra l’insegnante e lo studente.

In ultimo poi, questo corso propone molti, moltissimi modi di dire ed espressioni idiomatiche usate nella lingua italiana. Personalmente, da questo punto di vista, ho sempre notato una certa carenza da parte dei vari libri di testo più o meno famosi nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano L2. E sinceramente mi ha sempre stupito in quanto i modi di dire e le espressioni idiomatiche sono parte integrante della lingua. Soprattutto dai livelli intermedi in poi i modi di dire sono importantissimi ai fini di una maggiore padronanza della lingua. Basta aprire un qualsiasi quotidiano on line, a volte troviamo un’espressione idiomatica già nel titolo dell’articolo stesso, questo a testimonianza di quanto esse siano importanti. Uno studente che affronta solo i temi grammaticali potrebbe commettere l’errore di credere di aver assimilato tutto quello che c’è da sapere per quello specifico livello, diciamo B1 ad esempio, poi appunto va ad aprire un sito internet italiano e non capisce niente. Questo perché non ha affrontato le espressioni idiomatiche con lo stesso atteggiamento col quale ha affrontato la grammatica. E questo non vale solo per gli articoli di giornale, le espressioni idiomatiche lo studente può trovarle anche “scrollando” la sua home di Facebook, i vari meme ne sono pieni ma lui potrebbe non capirli e potrebbe così scoraggiarsi compromettendo dunque il suo apprendimento.

Un ultimo aspetto che in realtà è una tecnica  su cui si basa il libro è la “ripetizione”.

Di solito alcuni esercizi di grammatica riprendono parte del testo della storia proposta o caratteristiche dei personaggi o proprio i personaggi stessi, richiamati in causa coi loro difetti e le loro vicende surreali.

In questo modo, lo studente tende a creare una sorta di empatia con quelle che molto spesso sono disavventure, più o meno fantozziane,  di questi personaggi, questa empatia che avviene spesso ad un livello inconscio, porta automaticamente lo studente ad introiettare gli accadimenti di quel personaggio e con essi la struttura del loro accadere nel racconto: la grammatica.

Ma le ripetizioni, che in questo caso non risultano noiose perché appunto ripropongono temi che sono di fatto divertenti, non aiutano solo a cementare i temi grammaticali ma anche quelli lessicali e idiomatici. Se negli esercizi vengono proposte e riproposte quelle che nel testo erano “parole nuove”, dopo la fine del capitolo quelle parole, viste e riviste ma soprattutto usate, diventano molto meno nuove.

Il libro inoltre si serve di molte, moltissime note a piè di pagina, in tutto nel testo sono presenti 358 note a piè di pagina. Ogni nota spiega quella che potrebbe essere, per uno studente di livello B 1, una parola o un’espressione nuova. Il libro ha dunque un suo “vocabolario incorporato” e questo ulteriore aspetto completa il testo sul piano dell’efficacia e dell’utilità.

Inutile dire che ogni storia presenta un contesto diverso, con il lessico ad esso relativo.

Un’ultima considerazione sulla grammatica in sé. Questo corso, sul piano grammaticale, intende soffermarsi su due specifici temi generali che l’autore ha reputato centrali per il Livello B 1[1] e cioè i pronomi (diretti, indiretti e combinati) e il condizionale (presente e passato), questi sono i due temi principali, all’interno dei quali vengono analizzati anche degli altri sotto-temi.








[1] Negli altri miei libri sono ovviamente presenti gli altri temi grammaticali, e quindi troverete ad esempio l’imperfetto e il passato prossimo nel libro A 2 e il congiuntivo nel B 2.

 



 

 

 












In copertina: Gerardo Dottori, Aurora volando, 1933.


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